L’interno di Casa Tomé si riflette nell’aspetto esterno dell’edificio, non certo concepito da un architetto, ma frutto di poche aggiunte e qualche modesta modifica. Sulle facciate, dunque, ben si leggono la storia della costruzione e la disposizione interna dei locali.
La curt è il locale di collegamento di tutta la casa. Da qui si accede ai locali a pianterreno, alla stalla, al giardino, e al primo piano mediante una scala in legno e una in sasso.
Quest’ultima porta a un pianerottolo che si affaccia sulla facciata principale tramite una piccola finestra a volta. A destra le cucine. Il locale principale del blocco medievale è oggi suddiviso in due cucine e un corridoio, ma un tempo era un ampio locale unico, dove gli abitanti mangiavano, svolgevano le faccende quotidiane e probabilmente vi dormivano anche.
A sinistra della scala la stüa principale, in cui si è svolta la maggior parte della vita della famiglia Tomé. La loro presenza aleggia ancora in tanti dettagli. I letti sono ancora fatti; macchina da cucire, occhiali, scarpe, cappelli sono lì, pronti per essere usati o indossati. Il lato posteriore della casa ospita una seconda stüa, con stufa in muratura, e un piccolo locale guardaroba.
Il solaio permette di leggere la struttura della casa. Sembra un sito archeologico. Abbozzi di muro e tronchi sostengono le travi del tetto ricoperto di piode. In fondo al nucleo più antico si può osservare un tratto di volta plana del soffitto della dispensa, una tecnica costruttiva molto diffusa nella regione.
La stalla a piano terra è molto bassa per evitare la dispersione del calore prodotto dagli animali, che scaldava anche gli abitanti della casa nelle lunghe sere invernali passate in stalla a conversare.
Al fienile al primo piano conduce la scala in legno posta in fondo alla curt. Da un lato si trova l’aia e a metà altezza della parete sud sporge la crapéna, una griglia in legno su cui venivano riposti i covoni di grano.